
Il primo radar olandese (Electrisch Luistertoestel dispositivo di ascolto elettrico: infatti, oltre l’eco del target sul tubo catodico, emetteva anche un segnale acustico trasmesso dal ricevitore sulla frequenza di 1.000 Hertz), come il radar italiano “Gufo”, operava sui 70 cm di lunghezza d’onda; la potenza di 1 kW (su una durata d’impulso di circa 3 microsecondi) permetteva portate tra 15 e 20 km su un tipico bersaglio aereo (furono dimostrati i 15 km su un Fokker C3). Lo scopo principale era la condotta del tiro antiaereo.
L’antenna, di circa 3 m x 3 m, era costituita da un array quadrato con 4 righe di 8 dipoli ciascuna (su di un modello costruito successivamente si contano 12 x 8 dipoli) su un piano di massa realizzato con una fitta rete metallica; la larghezza del lobo principale è di circa 15°. Si trattava di un apparato assai progredito rispetto agli Inglesi; l’aspetto più significativo è l’uso di una sola antenna. Infatti, in anticipo su molte altre nazioni, gli olandesi avevano realizzato il duplexer, un notevole dispositivo con un tempo di commutazione di soli 1,5 microsecondi (distanza minima per la rivelazione: 450 m). La portata di circa 15 km su bersagli aerei fu dimostrata alla autorità militari olandesi a marzo 1939. La presentazione, su tubo di Braun, era di tipo J, come nel Gufo, con possibilità di ascolto in cuffia del tono modulante. Altro elemento significativo è la rotazione azimutale dell’antenna, realizzata con pedali e catena di trasmissione, in maniera simile ad una bicicletta (l’operatore, seduto su un seggiolino sotto l’antenna, doveva osservare la presentazione, regolare tramite delle leve, se necessario, il puntamento in elevazione, e pedalare per far ruotare l’antenna in azimut: solo in Olanda questo poteva avvenire!).
All’invasione tedesca (maggio 1940, e prima della capitolazione del 16 maggio) due esemplari furono inviati in gran fretta in Gran Bretagna, mentre altri due, insieme ai documenti del progetto, furono distrutti per non farli cadere nelle mani del nemico. Dei due esemplari arrivati in Inghilterra, uno fu studiato dai tecnici britannici, che furono assai sorpresi dell’uso di una sola antenna, e l’altro fu imbarcato sul cacciatorpediniere Hr. Ms. Isaac Sweers (varato il 13 settembre 1941 e affondato da un U-boot nel 1942) e denominato “Type 289 of Dutch origin”.
Il principale artefici del radar olandese è stato il prof. ing. J.L.W.C. von Weiler, che nel 1946 tenne la prima cattedra di Radar alla Delft University of Technology (TUDelft). Del gruppo di von Weiler facevano parte il suo assistente, S. Gratama, e l’ing. Max Staal. Sia von Weiler che Staal fuggirono via mare dall’Olanda nel Regno Unito; lì lavorarono alla Signal School di Portsmouth.
